domenica 20 settembre 2015

RECENSIONE: SOLO LA TUA VOCE "Six senses series #2" di A.I. CUDIL


Bè ragazze questa volta incontriamo un vero dominatore, Diego Ruiz “l’uomo oscuro”, l’affascinante ex-torero  con una segreta passione per la musica... Io ho già i brividi, soddisferà la nostra immaginazione? Bè vi lascio con l'opinione di Gabriella. Buona lettura

TITOLO: SOLO LA TUA VOCE

SERIE: SIX SENSES #2

AUTORE: A.I. CUDIL

EDITORE: GIUNTI

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

DATA D'USCITA: 09 SETTEMBRE 2015

Six Senses Series:   ANTEPRIMA
1. Solo il tuo sapore 
24/09/2014
1.5 Solo un assaggio 
13/07/2015
2. Solo la tua voce 
09/09/2015
2.5 Solo un sussurro 18/01/2016


 
Segnato da un passato difficile, che ha lasciato misteriose cicatrici nella sua anima e sul suo corpo scolpito, Diego ha ormai imparato a controllare le emozioni – sue e degli altri – e a dosare sapientemente piacere e dolore. Solo di notte, al pianoforte, si lascia andare ai suoi tormenti e alla sua vera passione, la musica.
L’incontro con la bella Helena, figlia di Madame Colin, aprirà un varco nella sua dura corazza, ma a che prezzo? Può fidarsi di questa donna che gli ha fatto letteralmente perdere la testa?
Quando a pochi giorni dal loro incontro Madame Colin scompare, Helena avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile. Ma questa travolgente passione potrà sconfiggere i demoni di Diego? Potrà trasformarsi in un sentimento forte, capace di unire due mondi così lontani?


Ed eccoci al secondo libro della serie Six Senses, qui si parla della storia del tenebroso Diego Ruiz, ex torero che all'interno della particolare SPA si occupa di BSDM, lui è un Dominatore dal passato oscuro. E dei Sensi è la Voce, appassionato di musica e ottimo pianista.
Nel precedente libro: Solo con il tuo sapore ci era stato presentato di sfuggita, sempre vestito di nero e sempre con l’aria truce sembrava non sapesse sorridere. Niente di più intrigante. La Cudil mi aveva fatto venire l’acquolina in bocca. Chi e come avrebbe fatto capitolare il bel tenebroso?
Su questo la Cudil è bravissima, anche in questo libro getta degli ami e ora vorrei tanto sapere che ne sarà degli altri gigolò, che farà ancora credere nell’amore Jonathan, Sylvie riuscirà a guarire dalle sue ferite e Cedric, il dolce e sensibile Cedric?


Quindi potete immaginare con quanta gioia ho iniziato questo secondo volume della serie, dopo che il primo mi era sembrato solo un antipasto ora arrivava il piatto forte.
Inoltre, come sapete, sono una che si affeziona, i personaggi che mi hanno colpito per me vivono, e questi qui che sembrano una famiglia anomala, immersi nel lusso, con tanto di “mamma” che li aspetta alzati... sì, vorrei vederli sistemati.
La Cudil scrive bene, è un po’ acerba ma ci sta, non è fastidiosa. Ma, secondo me (come al solito, sempre secondo me), le manca un po’ di coraggio.
Sa perfettamente creare le aspettative, sa guarnire benissimo il piatto, prepara la tavola con grande maestria e l’atmosfera è magnifica ma poi la pietanza risulta sempre un po’, ma solo un po’, insipida.
Non so spiegarmi meglio perché la mia è più una sensazione che un dato oggettivo. Mi piacerebbe confrontarmi su questo.
Diego si innamora di Helena, la figlia di Laura, la proprietaria occulta del Six Senses, la donna che gli aveva fatto battere il cuore ed essere geloso di Matteo, il primo ad abbandonare la SPA per aprire un ristorante a Venezia.


Ne vuole fare la sua Schiava e ci sono un sacco di discorsi sulla Dominazione, sul fatto che in realtà è la donna a prendere il controllo, ecc, ecc. Un sacco di filosofia del BDSM. Ok, in questi anni, dopo 50 Sfumature li abbiamo letti mille volte e posso essere anche d’accordo, come sono sempre d’accordo sul fatto che  in camera da letto due persone consenzienti possono poi fare quello che vogliono. Ma sempre mi irrita un po’ tutto il “teatro” attorno al Sadomaso. Forse è anche il suo bello, ma il farsi chiamare “Padrone” o “Signore”, le immancabili lenzuola nere o le pareti rosso bordeaux mi hanno un po’ annoiato. La richiesta di una fiducia totale dopo due incontri la trovo un po’ inverosimile.
Che poi nel libro Helena mica si fa fregare così, resiste e il Diegone si adatta, poi la Cudil non entra troppo nel merito. Lui è presisissimo e pure lei, tutto il teatrino può pure andare a farsi benedire. Le insegnerà col tempo, forse, magari, vediamo...
Insomma, il libro è piacevolissimo, tenero, ben scritto, si legge in un fiato e vorresti sapere anche degli altri, solo che mi sembra che non si sia voluto affondare il coltello, entrare un po’ di più nei personaggi e nelle situazioni. È un ottimo prodotto, patinato e raffinato come l’ambientazione a Parigi e i richiami alla Spagna dei Toreri...
Lo consiglierei? Senz'altro, perché alla fine ti lascia col sorriso, contenta che ne abbiamo sistemato un altro. Leggerò senz'altro anche gli altri, ma Cudil: dai, coraggio!


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1 commento:

  1. Grazie per avere letto e commentato la storia di Diego! Terrò conto del consiglio Gabriella ;) A.I. Cudil

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