sabato 17 ottobre 2015

PRIVILEGIO RELATIVO "Privilegi #2" di VIVIANA A.K.S.



Eccomi di nuovo qui ragazze, dopo un primo volume lungo e sofferto, entriamo ora nel vivo della storia... Aspettando (o forse no?!) la conclusione di questa trilogia andiamo a vedere dove ci ha portati l'autrice sin qui...

TITOLO: PRIVILEGIO RELATIVO

AUTRICE: VIVIANA A.K.S.

GENERE: EROTIC ROMANCE

EDITORE: SANTI EDITORE

LA TRILOGIA DEI PRIVILEGI
1. Privilegio pericoloso     RECENSIONE QUI
2. Privilegio relativo
3. Privilegio assoluto (dicembre 2015)

TRAMA
Ed ecco l’atteso seguito di Privilegio Pericoloso!
Samantha, dopo il rifiuto di lavorare con Jaide, torna a Londra e ogni certezza è andata persa. Il suo cuore è in frantumi. Il dolore insopportabile.
Mentre cerca disperatamente di non soccombere, il segreto di Jaide li farà incontrare di nuovo. Questa volta, però, lui le proporrà qualcosa di imprevedibile. Cosa succederà, infatti, quando lui la inviterà a partecipare adun pericoloso gioco dove, se Sam perdesse, lo perderebbe per sempre, mentre in caso di vincita, potrebbe scegliere qualsiasi cosa?
C’è solo un modo per poter stare insieme. Solo uno. E non è alla luce del sole, anche se legale. Cosa farà Sam? Sceglierà la sua libertà in caso di vittoria? O si condannerà? Soprattutto, accetterà di negoziare il suo futuro con questo intrigante gioco del destino?
Sarà proprio in questo momento di confusione che suo padre le confesserà una verità agghiacciante.
In un lungo viaggio che li porterà da Londra verso l’isola di Man, dove si sfideranno in una sensuale lotta, fino a raggiungere il Brunei, per incontrare una donna occidentale “speciale”, per poi approdare in Terra Santa e India, le vicende si caricheranno di mistero. Perché sarà proprio in questi luoghi che Esther le darà la certezza della sua presenza.
Jaide svelerà il vero motivo per cui le loro vite sembrano destinate a incontrarsi continuamente o le farà soltanto vedere ogni aspetto delle loro differenze… e uguaglianze, tentando di convincerla a scegliere la libertà, un dono che lei sottovaluta?
Eppure Samantha ha ancora una carta da giocare…








RECENSIONE
Ed eccoci a parlare del secondo capitolo di questa trilogia che mi aveva inizialmente incuriosito per il successo riscosso tra le lettrici. Dopo aver letto il primo libro (RECENSIONE QUI) mi sono sorti molti dubbi che purtroppo hanno avuto una triste conferma con questo seguito.
Non voglio scatenare un putiferio, ma l’ho letto e sinceramente mi ha molto deluso. A volte, usare troppo inchiostro per imbrattare troppe pagine, non va bene e in questo caso è successo proprio così.
Ma partiamo dall’inizio. 


C’eravamo lasciati con Samantha disperata che torna a Londra con la coda tra le gambe dato che con il suo bel Principe le cose non avevano funzionato come lei sperava. Di conseguenza, con la fine dello stage, si ritorna alla realtà londinese.
Solo che le cose sono cambiate e la nostra giovane protagonista non se ne fa una ragione. Smette di mangiare, si deprime, piange… insomma, diventa una donna fragile e impotente di fronte a leggi umane e spirituali in cui un singolo uomo, o donna nel nostro caso, può fare ben poco.
Gli amici cercano di confortarla, il padre si prende cura di lei come può ma nulla sembra riportarla alla vita e alla spensieratezza che aveva prima di partire per il paese di Jaide.
Durante una festa dell’università uno strano individuo di origini arabe le lascia tra le mani un bigliettino: una citazione da un’opera di Shakespeare, inquietante e misteriosa. Inizialmente si pensa siano parole di Jaide, ma come abbiamo appurato nel primo libro, il nostro bel principe preferisce scrivere di proprio pugno i suoi pensieri e su carta pregiata, non si riduce a banale scrittura da computer.


Chi sarà mai? Forse il traditore che nel primo libro aveva rischiato di mandare a sfacelo la loro relazione/non-relazione? E poi, chi potrebbe mai essere così vicino al principe da sapere delle citazioni di Shakespeare che loro usavano per comunicare, per usarle contro di loro in questo modo subdolo? Lo vorrei proprio sapere, ma dopo 691 pagine (!!!) non lo si scopre, anzi, la questione passa veramente nel dimenticatoio.
Il ritorno di Jaide nella vita di Samantha appare scontato, ma quello che proprio non capisco è che con la fine del primo libro credevo che le cose evolvessero in qualche direzione per loro due. Mi spiego: il problema fondamentale per questa coppia è il fatto che essendo lui un futuro emiro, non può scegliere chi sposare e, soprattutto, non può scegliere come compagna di vita una non mussulmana. Punto. Fine. Non ci sono ragioni a seguito.
Samantha ovviamente non ci sta e fa di tutto per trovare una scappatoia a questa legge arcaica e senza senso (nel mondo occidentale!!). Le scelte rimanenti sono poche e non molto positive: o vivere nel segreto con il rischio di essere scoperti e puniti (con tanto di condanna a morte per la donna!) oppure diventare la concubina del futuro sceicco.


Per una donna emancipata e LIBERA, queste due scelte sono orribili e sicuramente difficili da mandare giù. In quanto a Jaide, l’amore che prova per Samantha è troppo grande per lasciarla andare, quindi torna prepotentemente nella sua vita e… fanno una sorta di scommessa, un accordo su cui tutto il secondo libro ci ricamerà sopra. 
Lui le propone di diventare una sorta di sua assistente personale, di seguirlo in tutti i suoi spostamenti. Nel mentre, si dovranno comportare proprio come capo e assistente: niente baci, niente contatti al di fuori dell’ambito lavorativo. Chi dei due cederà per primo alla passione avrà perso e deciderà quindi il destino della loro relazione. Jaide le comunica che, in caso di vittoria, deciderà di non vederla mai più, di allontanarla da lui definitivamente e di salvarla da quel futuro autodistruttivo che la giovane pensa di intraprendere al suo fianco.
Ovviamente questa possibilità manda la giovane su tutte le furie e quindi pensa a come poterlo incastrare raggirando la legge. Oppure diventare una concubina.
Ora, io penso… Questo personaggio femminile che è una bambina capricciosa travestita da donna matura che per ogni minima sciocchezza esplode come una bomba atomica, che piuttosto di darla vinta si ritrova a fare e dire cose che nemmeno uno stolto farebbe, che si vendica e che rimarca in continuazione la sua libertà e il suo essere donna con diritti… ecco, una donna del genere che pensa di diventare una concubina di cui nel libro si possono benissimo leggere i diritti… questa è la cosa più comica che abbia mai letto. Dato che nella prima recensione parlavo di scopiazzature notevoli verso una certa trilogia, posso anche dire che se l’autrice avesse preso un po’ più spunto per la protagonista della citata trilogia, la cosa sarebbe stata più plausibile.
E per tutto il libro si gioca su questa scommessa, con lunghi passaggi inutili e ripetitivi. Tanto sesso sempre uguale, tanti dettagli che non interessavano e che non erano inerenti alla trama. E cosa fondamentale… non siamo arrivati a un punto.


I sogni continuano e io continuo a non capirli. Il misterioso mandante di bigliettini scompare nel nulla. La verità sul passato di Samantha che potrebbe essere il cavillo a cui attaccarsi, puntiamo i piedi e non vogliamo conoscerlo. Ci sono scene di litigi in cui mi sono piegata in due dal ridere da quanto erano improbabili… E quando si parla di messaggio multimediale tra le stelle, l’autrice mi ha definitivamente persa.
Ha provato a riprendermi sul finale, quando racconta di un viaggio in Israele. Tagliando trecento pagine precedenti zeppe di storie tutte uguali avrebbe potuto farci scoprire un po’ di più e soffermarsi a farci conoscere il mondo islamico, e invece niente. Si arriva a rincorrere un finale che ci lascia in sospeso ma che a me, non incute nessuna voglia nel continuare, sono troppo stufa di questa storia.
In conclusione, dico che mi dispiace. L’autrice aveva un tesoro tra le mani, aveva il potere di farci conoscere un mondo che purtroppo, per ignoranza o per paura, non si conosce, soprattutto in questo momento storico. In quanto ai personaggi, Jaide è un islamico atipico ma è sicuramente un Emiro delle favole… ovvero improbabile. Samantha è una bambina che prima di avere il diritto di parlare e reclamare, dovrebbe imparare a comportarsi. I capricci non si fanno ed esistono le punizioni apposta.
L’autrice ci lascia in sospeso con una Samantha che sceglie il suo destino ma non ce lo riferisce. L’intento era sicuramente di invogliare a comprare il terzo e spero per tutti, ultimo libro. A me personalmente, di sapere il finale non frega assolutamente nulla. 
Alla prossima!
By Francesca

1 commento:

  1. Sono totalmente d'accordo con te, questo secondo libro non approfondisce aspetti lasciati a metà come questi strani bigliettini. Si è dato troppo spazio al sesso che francamente non se ne sentiva tutta quest'esigenza. Ma quello che mi spaventa è che una ragazza occidentale, intelligente, laureata possa anche solo prendere in considerazione un contratto di concubinato. Se si arriva a questo è un amore malato. Quello che non mi spiego è il padre Henry che sembra uno 007 e non fa pedinare la figlia per proteggerla?. Poi se uno non vuole farsi scoprire non va in locali noti del jet-set....altrimenti mi fai venire il dubbio che ti vuoi far beccare. Sam è vero che è giovane ma mi sembra troppo capricciosa e bambina non ascoltando i pericoli che tutti le paventano. Mi auguro in uno scatto d'orgoglio di questa ragazza e che pensi al suo futuro lavorativo altroché fare la concubina....

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