venerdì 19 febbraio 2016

RECENSIONE> D'AMORE E ALTRI DISASTRI "Chinooks Hockey Team series #4" di RACHEL GIBSON


Oggi parliamo del quarto libro della serie Sport Romance "Chinooks Hockey Team". Concetta lo ha letto per noi e pare non ne sia rimasta molto soddisfatta ma andiamo a scoprirne i motivi. 

TITOLO: D'AMORE E ALTRI DISASTRI

AUTRICE: RACHEL GIBSON

SERIE: CHINOOKS HOCKEY TEAM #4

EDITORE: MONDADORI

COLLANA: EMOZIONI

GENERE: SPORT ROMANCE


 Serie Chinooks Hockey Team
1) Irresistibile
2) Un amore in gioco
3) Che guaio, San Valentino!
4) D'amore e altri disastri
5) Nothing but Trouble
6) Any man of mine


 TRAMA
Il capitano Ty Savage è furioso: proprio quando i Chinooks potrebbero vincere la Stanley Cup, l’anziano patron muore e lascia in eredità la squadra alla giovane moglie Faith. Cosa può capire di hockey un’ex spogliarellista che, oltretutto, nutre per lui una profonda avversione? Eppure, nessuno dei due riesce a smettere di pensare all’altro. Forse, una lunga notte di sesso potrebbe esaurire quell’attrazione insensata ed esplosiva. Ma se Ty non è solo un “campione” di sex appeal, anche Faith è molto più che una bellissima donna. Una relazione fra loro, però, è impossibile. Quanto a innamorarsi… questo sarebbe il disastro peggiore di tutti.







Il romanzo oggetto della recensione fa parte di una serie, molto conosciuta e molto apprezzata, che ci racconta la vita dei giocatori di Hookey e della squadra chinooks, capitanata per l'appunto da Ty Savage , co-protagonista di "D'amore e altri disastri".
In questo libro il capostipite e possessore della Chinooks , Virgil Duffy, viene a mancare improvvisamentelasciando la squadra nelle mani della sua bella ma giovane moglie, con sconcerto e rabbia, ovviamente, dei suoi familiari e soprattutto di suo figlio, che si aspettava di riceverla in eredità.
La notizia non viene accettata neanche dai ragazzi della squadra che vedono nella statuaria Faith un'oca priva di cervello che è riuscita, grazie ai miliardi del nonnino, nonchè marito, ad accaparrarsi , non solo fama e agiatezza, ma addirittura una squadra di cui non sa nulla.
Effettivamente la bella Faith non ha nessuna competenza per gestire un simile colosso, si è ritrovata ad essere prima una spogliarellista e stellina di playboy e successivamente la moglie di un anziano agiato che amava esibirla al mondo come donna trofeo.
Ma Faith sa di non essere solo un corpo da mettere in mostra, e sa di valere, ed è per questo che dopo aver pensato di vendere la squadra al figlioccio, ritira l'offerta e si tira su le maniche della costosa giacchetta per venirne a capo.
Di qui i primi contrasti con Ty, che come il resto della squadra, continuerà a vederla, almeno inizialmente, come una femme fatale priva di neuroni, insomma solo trucco e niente sostanza.


La cosa che principalmente mi ha incuriosito nel voler leggere questo libro è stata la fama che lo precedeva, dato che il precedente mi era piaciuto veramente tanto speravo di ritrovare la stessa freschezza e ironia, ma col proseguire della lettura mi sono resa conto che qualcosa mi disturbava... ed era proprio lei, Faith, una protagonista che non riesce assolutamente a uscire in una luce positiva alla fine di tutto il racconto.
Ma non è solo la protagonista a rendere il romanzo deludente, lo sono anche i soliti clichè del caso, come il menzionare a ogni falcata le scarpe da mille sterline o più, i brand più costosi in circolazione, (Louboutin e Valentino come se piovessero) o il modello dell'auto che guida, quasi a voler buttare in faccia al lettore una ricchezza non a portata di tutti...(avrei preferito trovare una ricchezza di idee e contenuti).
La protagonista è in assoluto quella contro cui potrei dibattere per ore.
Playmate di giornaletti per soli uomini, stellina del palcoscenico abituata a vedersi infilare sonanti bigliettoni nel perizoma, moglie di un uomo con ben 51 anni più dei suoi...
Insomma l'ho vista come un'arrivista dalle aspirazioni alte, che invece di darsi da fare per elevare il suo status, lavorando come tanti comuni mortali, ha preferito cercare la strada più comoda e semplice per far soldi.
Fortunata ad aver un corpo da sogno ha capito fin da subito che poteva spingersi in un'unica direzione possibile, non si è nemmeno posta davanti a più strade, no, ha imboccato con consapevolezza quella di spogliarellista perché a detta sua : "Era stanca di mangiare hot dog" tutti i giorni.
Fortunata te, avrei voluto dirle, che almeno avevi gli hotdog da mangiare...
Uno svilimento della figura femminile che mi ha dato veramente urtato.
Anche la madre della giovane mi ha fatto ricordare quelle gare di bellezza a cui le mammine spingono le figlie, neanche maggiorenni, a partecipare per mettere in mostra il corpo, una sorta di vendita al miglior offerente, come se poi il corpo fosse un'assicurazione per il futuro, un buono sulla vita.
Una madre che farebbe uscire fuori dalle mie labbra ol modo di dire: "tale madre tale figlia".
Anche la storia d'amore non è convincente, tutto accade con una velocità che destabilizza il lettore, non si capisce come possano passare dal stringersi la mano ad amarsi nel giro di poche battutte.
Manca il phatos, mancano i sentimenti, non c'è quel crescendo emozionale che ti porta a gioire con e insieme ai protagonisti.
Più che innamorati mi sembravano semplicemente sessualmente affiatati.
Stop. 



Ho trovato il tutto molto sterile, non in linea con i precedenti romanzi, anzi è come se l'autrice avesse fatto un puzzle con i vecchi romanzi, perché non ho visto la sua impronta.
A dirla tutta, in alcune parti mi sembrava di leggere un vecchio romanzo di Susan Philips, ma ovviamente non buono come quello.
Quando acquisto un Romance mi aspetto di trovare ben altro, mi aspetto emozione, di provare empatia per i personaggi, mi aspetto di sentire le classiche farfalle nello stomaco, che ahimè questa volta son sono affogate nell'acido cloridrico.
E non mi aspetto sicuramente di veder una svampita bionda che si preoccupa della manicure, o di non essere accettata nei vecchi circoli del marito, né tantomeno mi aspetto di leggere dei rapporti sessuali scadenti e fuori contesto.
Non è un pessimo libro ma sinceramente è una lettura di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno senza rimpianti.
Peccato davvero.

 


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