domenica 20 marzo 2016

UNA DOLCE OSTILITÀ di MARIANNE KAVANAGH


Buongiorno! Oggi la recensione è sull'ultimo libro di Marianne Kavanagh, edito da Garzanti, dal titolo "Una dolce ostilità". L'ha letto per noi Francesca. Andiamo a vedere cosa ne pensa! Buona lettura!

TITOLO: UNA DOLCE OSTILITÀ

AUTORE: MARIANNE KAVANAGH

GENERE: ROMANCE

EDITORE: GARZANTI

AUTOCONCLUSIVO

Kim ha una sola certezza: odia Harry con tutta se stessa. Eppure è costretta ad averlo sempre tra i piedi, a vederlo ogni giorno girare per casa. Perché è il migliore amico di sua sorella. La sua famiglia lo adora, ma Kim non riesce a fidarsi di lui. Non hanno nulla in comune. Harry si occupa di finanza e la carriera sembra essere il suo unico obiettivo, mentre lei fa volontariato e lavora per un ente no profit. Sono l’uno l’opposto dell’altro e non fanno altro che discutere. Fino a quando il destino non li unisce oltre la loro volontà: devono prendersi cura insieme del nipotino di Kim. E da allora tutto cambia. Giorno dopo giorno, la ragazza scopre che Harry ha sempre indossato una corazza per nascondere il suo animo ferito. Scopre che è stato costretto a crescere troppo in fretta. E nel profondo dei suoi occhi all’improvviso intravede qualcosa che non può dimenticare. Ma a cui non riesce a credere. Non è facile per lei accettare che Harry possa essere una persona diversa. Troppa ostilità ha diviso i loro cuori per tanto tempo. Eppure nel profondo di se stessa sente che quell’odio forse non è nient’altro che una forma di amore. Ci vuole solo coraggio. Perché a volte per trovare l’anima gemella bisogna cercare proprio lì dove meno ci si aspetta. Dopo il grande successo di Un incantevole imprevisto, per settimane in classifica in Italia, Marianne Kavanagh torna dai suoi lettori che attendevano con ansia un nuovo romanzo. Una dolce ostilità è una storia in cui l’amore gioca a nascondino. Ma arriva sempre il momento in cui è il cuore a dettare legge, in cui uno sguardo racconta più di mille parole. Non si può fermare la magia del conoscersi, dell’innamorarsi, del non perdersi mai per nessuna cosa al mondo.




Lo dico, non me ne vergogno… io questo libro non l’ho capito. Non mi è piaciuto e mi ha annoiato ma immagino di essere io ad aver sbagliato il genere letterario perché mi aspettavo un romance contemporaneo, con una storia d’amore tra i due protagonisti, travagliata magari, sofferta, sperata… ma questa storia non c’è. C’è odio tra loro, almeno da parte della protagonista femminile, invidia. E da parte del protagonista maschile… mah, non ho capito granché, persa tra paroloni sull’economia inglese e mondiale, annoiandomi su ricerche di settore e vedendolo passare attraverso relazioni più o meno sentimentali.


In questo libro si racconta la storia di Kim, ragazza cresciuta in un ambiente familiare non proprio roseo: una sorella maggiore, Eva, che, da come viene descritta, a me è sembrata una hippy convinta all’ennesima potenza, con tanto di droghe leggere annesse, egoista, in un mondo a parte ma che, invece, viene fatta passare per una giovane fragile e dolce, un angelo sceso in terra tra noi comuni mortali vinti dai peccati che il Diavolo ci mette sotto il naso in ogni minuto. Lei è la parte eterea del libro, quella che ci dovrebbe far capire che il bene vince sempre e che lei era l’incompresa, quella che si faceva amare solo con uno sguardo e tutte queste cose zuccherose che a me hanno provocato il mal di denti, perché in realtà, come scritto prima, non ho recepito nessuna di queste cose, tutt’altro.
Poi c’è la madre di Kim ed Eva, Grace. Una donna che ha, per suo dire, subito mancanze in gioventù, come soldi e considerazione e che quindi, ora che le figlie sono grandi è libera di fare come le pare, preferisce trasferirsi a fare la bella vita nel sud della Francia con il nuovo amore invece di restare accanto alle figlie che d’un tratto, rimangono senza un tetto sulla testa ed Eva è pure incinta.
Il padre invece se n’è lavato le mani molti anni prima, lasciando moglie e figlie per risposarsi con una donna più giovane e fregandosene di tutto quello che rimaneva al di fuori della sua nuova cerchia famigliare. 
Che bella famiglia, non c’è che dire! XD
Ma in questo romanzo c’è anche Harry, il protagonista maschile. Di lui che posso dire? Beh, prima di tutto, pure lui proviene da un ambiente pessimo, anzi, il peggio del peggio. Ma crescendo si è preso le sue rivincite sul mondo, diventando un impiegato bancario di spicco, guadagnando un mucchio di soldi e mostrandosi al mondo come un ragazzo che ha realizzato tutto quello che la vita poteva offrirgli.
Il libro inizia con un prologo in cui la nostra Kim ci dice che odia Harry. Lo odia con tutto il cuore, con l’anima, con il corpo, con ogni respiro. Harry, per Kim, è il male in terra, la bomba nucleare lanciata su un ospedale pediatrico, un mostro a tre teste che mangia pargoli in fasce… avete capito? Insomma, non lo può vedere manco dipinto d’oro! E quindi noi ci chiediamo… da dove nasce tutta questa acredine? 
Sinceramente io mi immaginavo che come minimo, le avesse ucciso il cucciolo da bambini… o qualcosa del genere, qualcosa di terribile… e invece? Niente. Lo odia perché lui è ricco e lavora in banca e invece lei è povera e vuole combattere per i diritti dei poveri.
Emh… Non so neanche io cosa dire ancora ma a me, sinceramente, dopo quasi 500 pagine di agonia, dove speravo che alla fine spuntasse da qualche parte una qualche motivazione valida per tutto questo odio e poi non l’ho ottenuta… alla parola “fine” volevo sputare sul libro e dargli fuoco.



Ma non c’è solo questo nel libro. Ci sono molti paragrafi in cui possiamo conoscere la finanza inglese, l’andamento ambientale.
Ci sono personaggi che appaiono e si fanno odiare, e altri che ci sono ma sono poco tenuti in considerazione. C’è Otis, il figlio di Eva, che è un po’ il calmante di tutte le emozioni che questo libro mi ha scaturito e che non erano per niente positive. 
In questo libro si parla anche della morte, di come le persone che restano reagiscono in modo diverso e questo, dove si parlava appunto delle varie reazioni, mi ha toccato molto da vicino e forse è proprio per questi sprazzi di condivisione che ho aggiunto una stellina al voto finale.
E ora concludo, perché intanto questo libro non mi ha convinto e non riesco neanche a raccontare ciò che avrei preferito leggere. Non era assolutamente un libro adatto a me.
Mi aspettavo almeno un bacio, un “Ti amo”, uno sfoggio di emozioni tra i due protagonisti. E quando c’è stato un minimo di tutto questo, è stato nel momento meno opportuno e di conseguenza, ho dato del cretino a colui che l’ha detto e mi ha fatto crescere ancora di più il malessere che provavo.
Ho lasciato e ripreso questo libro varie volte, ho fatto molta fatica a finirlo perché mi ha annoiato tantissimo e se non avessi dovuto fare la recensione l’avrei mollato a pagina 15. 
In conclusione, consiglio il libro? Dipende. È scritto in modo impeccabile e se si ha voglia di leggere un trattato di finanza o un saggio ambientale allora è il libro che fa per voi. Se avete voglia di leggere dei pensieri a volte malati dei protagonisti allora è il libro che fa per voi.
Se invece volete leggere una storia romantica o comunque, con qualcosa di romantico all’interno e sognare con i personaggi, allora non compratelo perché la trama è fuorviante e vi succede come a me… ovvero ho cancellato il nome dell’autrice dalle mie scelte e le ho detto: a mai più rivederci.
Alla prossima!



1 commento:

  1. Non mi è piaciuto per nulla. Ho fatto una gran fatica a leggerlo. Troppe descrizioni esterne e pochissime dei fatti veri e propri. Ha semplicemente narrato la storia da un punto di vista esterno, non semplicemente in terza persona.
    Non si riescono a capire bene i sentimenti dei protagonisti e di chi è stato coinvolto in tutta la storia. Poco emozionante a dispetto della trama. Penso che se fosse stata sviluppata in modo differente ( non per forza in prima persona) avrebbe potuto diventare benissimo un libro fantastico capace di spezzarti il cuore.

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