martedì 9 maggio 2017

RECENSIONE: UN MASCALZONE SENZA PARI di VIRGINIA DELLAMORE


Salve readers, oggi la recensione è su un self publishing historical romance. 
Chi ama questo genere non può non conoscere l'autrice di questo romanzo, Virginia Dellamore, che con i suoi precedenti libri ci ha incantato.
Andiamo a scoprire se per Silvia questa sua ultima fatica è all'altezza delle precedenti. 

TITOLO: UN MASCALZONE SENZA PARI

AUTRICE: VIRGINIA DELLAMORE

EDITORE: SELF PUBLISHING

GENERE: HISTORICAL ROMANCE

DATA D'USCITA: 24 APRILE 2017

AUTOCONCLUSIVO




Londra. 1812. Lord Lancelot Devon – una canaglia come pochi, ormai quasi sul lastrico – si trova dinanzi a un terribile bivio: finire sommerso dai debiti o trovare una moglie ricca. La sua avversione nei confronti del vincolo matrimoniale è tale che quasi quasi preferirebbe la galera. Tuttavia, persuaso dalla sua amica Cassie, una prostituta dallo spirito materno, decide di andare a caccia della signorina più danarosa fra le molte debuttanti della Stagione. 
La sua attenzione si focalizza subito su Miss Mary Daniell, la figlia di un mercante arricchito, con una dote favolosa e una rendita altrettanto allettante. Lancelot dà per scontato che la giovane, rozza e tutt’altro che bella ereditiera, abbagliata dall’idea di diventare duchessa, accetterà di buon grado la sua ben poco romantica proposta, più simile a un accordo d’affari che a una dichiarazione d’amore. 
Ma ha fatto male i suoi conti: Mary Daniell, pur essendo effettivamente maldestra e senza alcun fascino, si rivelerà un osso più duro del previsto. Del tutto disinteressata al suo titolo e dotata di pochi peli sulla lingua, lo respingerà con ironico disprezzo. 
Cosa può succedere quando un mascalzone disposto a tutto pur di ottenere ciò che vuole, decide di sposare a ogni costo una donna che gli resiste?
E se la donna senza fascino si rivelasse, in definitiva, pericolosamente attraente?
Una storia romantica e passionale, all’insegna di vivaci schermaglie, apparente indifferenza e devastante gelosia, feste danzanti, fughe, inseguimenti e altre fughe, ma non priva di momenti toccanti. 
Un romanzo che racconta di un matrimonio di convenienza destinato a diventare un matrimonio d’amore, e di due trasformazioni: quella di una ragazzina in una donna e, parafrasando Shakespeare, quella di una bestia in un uomo.








Virginia è tornata? Sì!
L’aspettavo con ansia. Avevo bisogno di uno storico, uno di quelli che mi facesse sorridere e sognare e acconciare i capelli con piume e fiori e lei HA PUBBLICATO! HABEMUS PAPAM!



Suppongo che non fosse semplice essere donne, non nobili ma ricche, non bionde ma more, non magre ma formose e soprattutto non bellissime ma estremamente intelligenti nell’Inghilterra del 1800. Non credo fosse semplice ma soprattutto non credo fosse divertente se hai dalla tua ironia, senso dell’umorismo e una spiccata tendenza a una brutale schiettezza quando ti scontri con ipocrisia, tedio e mancanza di curiosità se non verso i pettegolezzi. Ovviamente la protagonista del libro della Dellamore, Mary, è una donna fuori tempo per il suo tempo, fuori forma per i canoni di allora e anche fuori di testa per le sue idee sull’amore e sulla società. Non sopporta molto il fatto di essere “tollerata” piuttosto che accolta dall’aristocrazia inglese per il suo patrimonio. Preferirebbe di gran lunga un “Apprezziamo estremamente tutti i soldi che suo padre ha” al posto dei finti sorrisi e delle false frasi tremendamente di circostanza che le vengono rivolte ogni volta si vede costretta a partecipare a una delle serate della stagione. Odia ancora di più tutti i pretendenti che le propinano sonetti e versi imparati a memoria pur di accaparrarsi la sua dote. Diciamocelo, Mary e i suoi pensieri, anzi, Mary e la sua lingua lunga e tagliente, ci stanno subito parecchio simpatiche. Le sue tette abbondanti e i suoi fianchi larghi ci hanno fatto poi già stampare le maglie con scritto “Mary una di noi”. E proprio mentre Mary è impegnata a spiegare con parole piuttosto dirette a un giovanotto perché non intende mai e poi mai diventarne sposa fa la sua comparsa il DUCA.

Ah, come ci piacciono quando sono scapigliati! Come ci piacciono quando non sono perfettamente rasati e perfettamente vestiti. Quanto ci piacciono quando non gli arriviamo nemmeno al collo e loro sono colossi!




È arrivato il duca e ha fatto il suo ingresso non proprio aristocratico nella vita di Mary.
“Mascalzone senza pari” è senza dubbio il corrispondente ottocentesco del nostro “grandissimo figlio di puttana” perché credetemi, se voi foste state Mary non vi sareste limitate a una ginocchiata sui preziosissimi gioielli di famiglia… anzi, sugli UNICI gioielli rimasti alla famiglia! Già, perché non ve l’ho ancora detto ma il Duca, oltre a essere tutto tranne che un gentiluomo, è completamente, disperatamente, inaspettatamente povero. Tutto quello che gli rimane è il suo titolo. Ed è per questo che entra a testa bassa come un ariete nella vita di Mary. Non per amore, non per simpatia, non per amicizia. Solo ed esclusivamente per i soldi. Vuole la sua dote. Vuole il suo patrimonio. Vuole dilapidare fino all’ultimo quattrino. Perché è cosi che fanno tutti gli uomini da generazioni nella famiglia Cavendish. Insomma, il nostro Lancelot di nobile ha solo il nome datogli dalla madre proprio nella speranza che il portarlo infondesse anche nel figlio un po’ di nobile spirito. Mai previsione fu più sbagliata. Il duca gioca, sperpera, scommette, beve, si concede a innumerevoli piaceri carnali in piena coscienza. Lo fa perché gli va, e nessuno gli farà cambiare idea. Ma conoscere a fondo Mary, frequentarla, ascoltarla, farà nascere un nuovo Duca …. straordinariamente fedele al precedente comunque!


Non mi va di raccontarvi altro del libro anche se vi ho già detto molto. I libri di Virginia sono sempre una certezza per me. So che li leggerò non appena usciranno e mentre lo farò riderò come un’idiota perché trovo i suoi bruschi uomini estremamente divertenti, avrò le farfalle nello stomaco perché prima o poi qualcuno entrerà in una serra o in un giardino e le mie cominceranno a librarsi in volo, vorrò SEMPRE SEMPRE SEMPRE essere nata Mary (nel caso specifico) uguale uguale a lei per incontrare il mio Duca. È vero che i suoi libri hanno temi molto simili (quasi uguali suvvia) così come è vero che le dinamiche si somigliano. Ma la maniera che ha Virginia di narrarle è ogni volta INECCEPIBILE, BRILLANTE, IMPECCABILE, DIVERTENTE. Ogni volta vi è un humour simile ma diverso, ogni volta ti sembra un qualcosa di già letto ma poi ti rendi conto che non è così perché tutti i suoi libri sono ogni volta una scoperta. Un nuovo mondo seppur lo stesso.
Quando aspetto i libri di Virginia con ansia lo faccio perché so quello che andrò a leggere, so quello che mi aspetta, sono sicura che mi piacerà…  e poi ogni volta sa stupirmi raccontandomi qualcosa di nuovo!
Lo consiglio? Ovviamente sì! Virginia è decisamente nella mia top per gli storici.




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