mercoledì 18 novembre 2015

LA FIGLIA DEL MATEMATICO di LAURA KINSALE




Un romance storico molto amato dal nostro gruppo, la maggior parte del quale l'ha promosso a pieni voti come Enrica...BUONA LETTURA!

TITOLO: LA FIGLIA DEL MATEMATICO

AUTORE: LAURA KINSALE

EDITORE: MONDADORI

GENERE: HISTORICAL ROMANCE

AUTOCONCLUSIVO

Inghilterra, XIX secolo. Archimedea Timms, detta Maddy, è una giovane riservata che dedica le sue giornate alle opere pie e ad aiutare il padre, insigne studioso di matematica. Christian Langland, duca di Jervaulx, è un dongiovanni e scavezzacollo, geniale scienziato amico del vecchio Timms. Può nascere l'amore tra due persone così diverse? Nessuno potrebbe immaginarlo. Eppure quando viene a sapere che Christian è morto in duello, Maddy è colta da un dolore lancinante, inaspettato. Si trasferisce in campagna presso un cugino che dirige un manicomio per occuparsi dei pazienti e trova tra i ricoverati proprio il duca di Jervaulx, fatto rinchiudere dalla famiglia. Ora tocca a Maddy, l'unica che sembra credere nella sua sanità, aiutarlo a dimostrare di non essere un pazzo. E scoprire con un brivido un modo nuovo, più pieno, di essere donna.



Questo libro fa parte della mia personale categoria definita tranvate letterarie.
Le tranvate letterarie sono trasversali, comprendono ogni genere; non riuscirei a spiegare con metodo razionale e critico il perché un libro vada ad arricchire questa sezione della mia libreria, ma sono sicura di avere in mano una tranvata letteraria quando si verificano alcuni eventi che invadono la mia sfera socio-familiare: pietanze bruciate, montagne di panni da lavare, insofferenza e fastidio per qualsiasi rapporto interpersonale, massima goduria quando annunciano un ritardo del treno di oltre 10 minuti, risotti e polente a volontà che mi garantiscono rispettivamente 20 e 40 minuti di lettura ai fornelli.
Nel caso de “La figlia del matematico” la prova che fosse una tranvata letteraria è costituita dal fatto che la Salerno-Reggio Calabria mi è sembrata la Milano-Laghi, ho cominciato la lettura di questo bellissimo libro proprio in autostrada e il viaggio Genova-Crotone è durato un soffio!
Prima di procedere con la recensione rimane quindi da dichiarare, per correttezza, che se sono sotto l' effetto di una tranvata, va da sé che non posso essere lucida: questa sarà decisamente una recensione di pancia, anche se il fatto che siano passati tre mesi dalla lettura gioca a mio favore, il libro ha decantato, si è sedimentato e quindi dovrei essere più razionale.
Ringrazio soprattutto le amiche del gruppo “New Adult e dintorni” che, con il loro chiacchiericcio insistente su questo libro, mi hanno parecchio incuriosito.
GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!


Va detto subito che chi vuole leggere un classico romanzo d'amore storico, con tutti i crismi del caso, rimarrà sicuramente deluso. Qui non abbiamo l'eroe mascalzone che ti rapisce con uno sguardo, tanto meno l' eroina procace, bellissima che fa perdere la testa a chi posa lo sguardo su di lei e neppure raso e seta a fasciare e mostrare le sue curve.
Verremo trasportati in una realtà che non fa sicuramente palpitare, sognare e sospirare di meraviglia. Tutt'altro, troveremo la brutalità del manicomio, la pena per un essere umano intrappolato nella sua malattia che non riesce a esprimere a parole il suo stato d' animo e troveremo una straordinaria donna che lo salva da un destino terribile, una donna che avrei spesso preso a testate durante la lettura, ma poi, riflettendoci, ho capito che lei ha calpestato tutti i valori che il suo status di quacchera le imponeva per stare al fianco di un uomo che ha rapito irrimediabilmente il suo cuore e il suo corpo.


Come sia riuscita l'autrice a creare una storia d'amore e di passione tra una quacchera e un uomo colpito da un'apoplessia cerebrale rimane per me un mistero.
La scelta particolare e coraggiosa dei personaggi e dell'ambientazione, per buona parte del libro in un manicomio, ne fa sicuramente un racconto singolare, non banale e intriso di luoghi comuni a cui ormai questo genere ci ha abituato.
Il protagonista maschile, il duca di Jervaulx, riesce a esercitare fascino anche dopo aver perso parzialmente la capacità di parola, essere richiuso in manicomio e trattato come un animale, un pazzo; la protagonista femminile, Maddy è una quacchera convinta, di conseguenza non possiamo aspettarci sensualità e lussuria, però, proprio per questo, i momenti durante i quali i due personaggi si lasciano andare alla passione sono molto più emozionanti e esaltanti rispetto a quelli di tanti romanzi erotici che spopolano oggi.


Se volete leggere un libro originale, dove le emozioni sono amplificate dai temi scelti coraggiosamente dall'autrice, questa è sicuramente una storia che rimarrà nel vostro cuore. Durante la lettura sono stata attraversata da diverse emozioni contrastanti: rabbia, frustrazione, ammirazione, tenerezza, passione, dubbio... sì dubbio perché fino all'ultimo ho pensato che Christian avesse bisogno di lei per condurre una vita dignitosa, non ero sicura che fosse mosso da amore autentico, ma quest'uomo scorbutico e orgoglioso, seriamente provato dalla vita alla fine mi ha regalato una delle dichiarazioni d'amore più belle che abbia mai letto!


Ero in macchina, in lacrime, e non perché avevo finito le ferie o perché la schiena mi insultasse per le 10 ore di viaggio, no! Ero commossa dalle sue parole, dalla sua difficoltà a pronunciarle, dalla sua ammirazione e gratitudine per questa donna apparentemente modesta e sciatta, ma grandiosa, dal carattere forte e volitivo, una donna che è entrata con coraggio nella cella di un uomo che tutti ritenevano un pazzo violento, per tirarlo fuori e salvarlo da un destino crudele. Non aggiungo altro, perché chi prenderà in mano questo libro supererà il disagio di affrontare argomenti sicuramente angoscianti e passerà momenti in cui il ritmo a volte cala un po' di tono, alla fine verrà ricompensato ampiamente, perché la dichiarazione del duca di Jervaulx non può lasciare indifferenti.



2 commenti:

  1. Io l'ho messo tra i migliori libri letti quest'anno, pertanto 5 stelle piene.

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  2. Bellissima recensione ma lo vogliamo dire però che potrebbe risultare a qualcuno, per esempio me, in alcuni punti leggermente pesante? ;)

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