martedì 12 gennaio 2016

FOLLE ESTATE "Serie Crazy #4" di ALEX DE ROSA


La recensione di oggi è su un libro Self Publishing tutto italiano. Parliamo del quarto di una serie, ma assolutamente leggibile come stand alone, è collegato agli altri solo perchè i personaggi hanno dei legami tra loro. 
Lo ha letto per noi Gabriella che però pare avere delle perplessità. Buona lettura


TITOLO: FOLLE ESTATE

AUTORE: ALEX DE ROSA

SERIE: CRAZY #4

EDITORE: SELF PUBLISHING

GENERE: EROTIC ROMANCE

Serie Crazy
1. Folle Idea 07/04/2014
2. Folle Destino 14/05/2014
3. Una splendida follia RECENSIONE QUI
4. Folle estate



Yvonne Gautier ha 28 anni ed è tanto brava nel lavoro come sfortunata nella vita sentimentale. Durante l'estate, si rifugia nella casa di famiglia in Costa Azzurra, convinta che sarebbe stata sola, invece si ritrova in compagnia di Marc Lazare, figlio diciottenne della moglie di suo fratello. Pur non essendo veramente parenti, si sono sempre considerati zia e nipote... ma quella vacanza cambierà tutto.










Confesso che mi sentivo un po’ in colpa con De Rosa. Il precedente libro l’avevo stroncato ma non l’avevo letto tutto, mi erano bastate poche pagine e mi ci ero così arrabbiata che avevo buttato via il romanzo senza degnarlo di una seconda occhiata. Non è così che si fa. I libri bisogna leggerli tutti, o quasi per poi poterne parlare con cognizione di causa. 
Poi non mi era piaciuto il modo in cui lui aveva reagito alle critiche. E ho pensato che forse ero incattivita anche dal suo modo di fare, un po’ vanitoso, un po’ strafottente. Insomma, davvero come accusava lui ero prevenuta? Davvero mi ero lasciata influenzare dallo scrittore più che dal libro?
E’ vero che non conosciamo tutti gli autori dei libri che leggiamo, ci sono testi che abbiamo amato molto ma magari l’autore è un antipatico galattico, che ne sappiamo? Ho sempre detto che il libro deve parlare da sé e quindi, ero stata la prima a non seguire la mia regola?
Avevo finalmente modo di fare ammenda con questo nuovo libro. 



Oddio, la sinossi non mi aveva entusiasmato, la storia di una zia e di un nipote mi ricordava un vecchio film malizioso di Laura Antonelli, Grazie Zia, che solo gli ultracinquantenni ricorderanno. 
Poi c’era chi nel Web criticava questa scelta perchè i precedenti romanzi parlavano di un amore tra cugini. Beh, in fondo niente di male, il De Rosa probabilmente ama molto la famiglia. Non so pensare a quelli che seguiranno sul filone, avremmo anche la storia d’amore tra un cognato e una consuocera? Le vie delle parentele sono infinite. 
Ecco, scusatemi, mi riprende la voglia di fare della facile ironia, ma che volete farci, sono fatta così.
Ok, mi metto tranquilla a leggere e BAM! Alla prima pagina l’autore ci presenta la protagonista femminile, Yvonne che arriva nella casa delle vacanze della famiglia a Nizza dopo una delusione con un uomo conosciuto su Facebook che “dopo averla illusa, si era ricordato di dirle che era sposato”. Dopo averla illusa? Controllo il libro, no, non è quello della Baloch, quello l’ho finito, non stiamo parlando dell’Inghilterra del 1800, questo è ambientato ai giorni nostri... ancora si dice “illusa”? Pignola, rompiballe, sì, lo so. 
Nella pagina dopo si parla sempre di lei che a 28 anni “suonati” (suonati? Ma ti suono io se mi capiti sotto tiro) non ha ancora trovato l’uomo giusto che avesse intenzioni serie e fosse pure bravo a letto perchè lei vuole essere “posseduta da un uomo che la facesse sentire di nuovo donna” sì, perchè senza un uomo non si è donne, si è dei cammelli. Ok, sì lo so, sono una vecchia femminista. 


Poco più avanti mi arriva la tegola che in altri momenti mi avrebbe fatto desistere dalla lettura: “Perché quando avrebbe trovato la donna della sua vita, sarebbe stato...” O, caspiterina. Il congiuntivo col condizionale... O mamma... 
No, continuo, non mollo. Stoicamente, eroicamente, continuo, glielo devo. 
Se avessi ricevuto un solo euro per ogni luogo comune inserito in questo libro oggi potrei permettermi il computer nuovo. 
Come sono le labbra? Carnose
Com’è il mare? Azzurro
Come sono i muscoli? Tonici 
Il decollété? Generoso
Lo sguardo? Penetrante 
E così via, non se n’è fatto scappare uno. 
E poi ci saranno almeno venti “ennesimi”, che deve essere una moda, li trovo dappertutto. 


Che dire? La storia è pure romantica, forse pure troppo. De Rosa, sconvolto dalle critiche che lo accusavano di essere troppo crudo ha abbondato con lo zucchero ma l’impressione che si ha è che sia un prodotto studiato a tavolino: un po’ di questo, un po’ di quello, il passato di lui, la smania di lei di trovare il “principe azzurro” (le frasi tra virgolette sono tutte citazioni dal libro, non ho inventato niente), il grande amore...
Tutto studiato, ci sono gli ingredienti giusti ma non sono freschi, non sono i migliori e sono assemblati con un linguaggio che vuol sembrare moderno e invece è solo sciatto. 
Anche le scene di sesso sono quelle che ci devono essere: masturbazione, un po’ di sesso orale, tutto il resto ma dosato un po’ così, spiegato un po’ colà.
Insomma, è come quando compri un falso dal ragazzo in piazza, sembra una borsa di Vuitton ma poi ti accorgi dopo uno sguardo che le cuciture sono storte e la zip non chiude bene. 
Non ho letto i precedenti libri sulla “famiglia” e ho saputo che questo è molto simile ai precedenti, ma in realtà questo è molto simile a mille altri libri del genere, scritti con l’occhio alle vendite, con lo sguardo cinico di chi pensa di sapere cosa vende e cosa piace alle donne. 
Questo libro e un “prodotto” pieno di luoghi comuni sulle donne e anche sugli uomini, ochette le prime (tutte fanno il filo al protagonista pronte sempre e sempre umidicce), volgari ed egocentrici i secondi (anche il protagonista ma poi si redime quando si innamora... ma davvero?).
Il tutto ha lo spessore della carta velina e non dubito che ci sia chi apprezza il genere ma vi posso assicurare che si può trovare di meglio anche senza cercare troppo in là. 





1 commento:

  1. Oddio Gabriella, le tue recensioni ogni volta mi fanno morire...

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