venerdì 22 gennaio 2016

LOST SOUL di VERONICA SCALMAZZI


I libri a volte danno sensazioni diverse a seconda di chi li legge. Proprio per questo capita di confrontarci su alcune letture. Ed è quello che è accaduto con questo romanzo. Martina e Oda lo hanno letto, ne hanno tratto considerazioni differenti e hanno provato emozioni differenti. 
Come sempre quando questo accade ci fa piacere farvi vivere entrambe le esperienze di lettura. Buona doppia recensione


TITOLO: LOST SOUL

AUTORE: VERONICA SCALMAZZI


GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE


EDITORE: SELF PUBLISHING


AUTOCONCLUSIVO



Ian Crofford non esiste più. 
Un ubriaco al volante gli ha portato via la sua Susan e la loro piccola Lucy, strappandogli per sempre la sua unica ragione di vita. Ora vivere è diventato insopportabile, ciò che resta di lui è solo un uomo invisibile che sopravvive dilaniato da un dolore che fa sempre più male. Hope Sullivan ama la vita, esiste. I giorni bui appartengono al passato. Vivere a pieno il mondo che la circonda è diventato il suo unico scopo. Ma cosa succede quando un'anima persa, dagli occhi blu come il mare in tempesta, incontra un angelo dai capelli rossi? Un filo invisibile li lega. Un filo che li porterà ad andare oltre l'apparenza, a cercarsi e perdersi l'uno nell'altro. Ma a quale prezzo? E se i demoni del passato nascondessero una verità troppo grande da sopportare? LOST SOUL è una storia di dolore e tormento, dove il destino giocherà la sua ultima carta: quella dell'amore. Un amore alla ricerca di un nuovo domani, sguardo dopo sguardo... battito dopo battito. 



Affrontare un argomento come la morte non è mai semplice e questo libro mi ha portato sicuramente a riflettere su tanti aspetti della vita su, come spesso e volentieri, ci arrabbiamo per cose alla fine inutili e, come facilmente ci dimentichiamo degli aspetti importanti.
Perdere qualcuno non è mai facile, soprattutto se fanno parte della tua vita in maniera completa, un familiare, un amico, persone che nel bene e nel male sono dentro di te, sono il presente e il futuro, diamo per scontato la loro presenza costantemente perché non pensi mai che un giorno non ci saranno più o anche se il pensiero ti sfiora non credi che possa accadere realmente, la morte non vorresti mai affrontarla. 



E’ quello che succede a Ian Crofford (conosciuto anche se superficialmente nella serie I SOSPIRI DEL CUORE) un potente uomo d’affari, presidente di una delle più grandi aziende di ingegneria di Manhhattan, in un tragico incidente automobilistico perde sua moglie Susan e la sua piccola figlia Lucy, le persone che riempiono la sua vita e che ama più di se stesso non ci sono più, non le vedrà e non le stringerà mai più, un dolore troppo forte da accettare e da affrontare. 
Anche se ha persone intorno che capiscono il suo dolore Ian decide di sparire, non esistere più, decide di vivere come un barbone senza dimora lasciando che il dolore prenda il sopravvento, non senza tentare però di togliersi la vita. 
Il suo salvatore Mouse, un senzatetto gli impedirà di compiere il gesto disperato e tra loro nascerà un amicizia molto forte, questo legame però, non sarà sufficiente a far sì che Ian si confidi con lui e a raccontare il suo dramma. 


L’incontro con Hope avviene per caso in una giornata come tante altre, ma tra loro ci sarà subito una connessione che entrambi non sanno spiegarsi, lei è una giovane ragazza che ha già sofferto molto a causa della sua malattia che l’ha costretta a non vivere appieno e adesso che il peggio è passato guarda al futuro con un’altra prospettiva, ha sogni e progetti, sicuramente ha tanto amore nel cuore. 





Nessuno dei due sa spiegarsi questa alchimia, questo legame che li unisce ma, non riescono ad ignorarlo, è come se avessero una calamita che li attira l’uno verso l’altra, Hope sente che deve conoscere il senzatetto dagli occhi azzurri che ha riempito i suoi pensieri ma Ian ha paura, perché quando Hope lo guarda è come se lo vedesse realmente e i sensi di colpa che prova sono troppo forti da ignorare. 
Una frase mi ha colpito molto e che secondo rivela molto “ Ian... e il suo essermi entrato dentro in modo così assurdo”, andando avanti con la lettura capirete che questa semplice frase dice tutto. 
Il mio prologo all’inizio già vi fa capire che questo libro mi ha commosso, fa riflettere ma quando arriverete alla fine capirete che nella vita c’e sempre una speranza, niente è perduto, basta aprire il cuore… 














AVVERTENZE
Se avete intenzione di leggere il libro non andate oltre.
100% SPOILER ALERT
Perché decidiamo di leggere un libro piuttosto che un altro?
Personalmente seguo questi criteri:
-perché conosco già l'autore/autrice ed apprezzo il suo stile
-perché sono incuriosita dalla sinossi
-perché mi attrae la cover (anche se ho imparato a mie spese che la confezione non garantisce il contenuto)
-ultimo e non meno importante in questi tempi mediatici, il passaparola.
Mi fido abbastanza delle mie amiche di lettura e cazzeggio da saltare a piè pari i primi 3 criteri, ma se tutti convergono in un'unica direzione, allora mi aspetto di leggere un gran bel libro, ecco perché sono qui a parlarvi di Lost Soul di Veronica Scalmazzi.
Il lettore viene subito investit o dal dramma di Ian Crofford per poi subire un salto temporale dove si alternano i pov di Key e Hope ed è subito chiaro (peccato!) che Ian e Key sono la stessa persona anche perché nei suoi pov vengono inseriti flashback del passato. L'incontro tra i protagonisti avviene già nel primo pov. New York. In una stazione della metropolitana, Ian che vive in strada da quando ha perso la moglie Susan, sente il suo profumo e orientandosi a naso vede una ragazza che guarda caso ha i capelli rossi come Susan e le si avvicina. E’ sufficiente uno sguardo tra i 2 perché la terra tremi, si oscuri il sole, e le stelle cadano dal cielo. Lei dapprima è intimorita ma non appena scorge i suoi occhi blu riesce a leggergli dentro ed è brava a leggere perché ci vede tutto il dolore che si porta addosso. L’incontro scuote entrambi, per motivi diversi. Lei non riesce a toglierlo dalla mente e 3 giorni dopo torna a cercarlo con cibo, vestiti, coperte e amica al seguito. Ritrovare un senzatetto nella metropolitana di New York è un gioco da ragazzi, infatti lei vede un barbone qualunque, decide di seguirlo “et voilà” la conduce da Key/Ian. I due si guardano e l'aria si carica di elettricità, troppa, infatti lei ha un malore. Il terzo incontro, del tutto casuale, avviene a Central Park. Lui ha passato gli ultimi 2 anni a nascondersi  utilizzando l’altro nome, ma quando lei glielo chiede non esita a dirle quello vero. A questo punto abbiamo degli elementi:
l'anniversario della rinascita di Hope,
una cicatrice sul petto
un cuore che impazzisce ad ogni incontro
un filo invisibile che unisce i 2 protagonisti
l'anniversario della morte della moglie e della figlia di Ian/Key
traete le vostre conclusioni.



Siamo al 18% della lettura ed è tutto palesemente chiaro, peccato! Ogni incontro con lei provoca in Ian reazioni che lo turbano per cui vorrebbe evitarla, ma è come se il poveretto avesse un GPS addosso e lei lo ritrova sempre, a Manhattan. Lui la salva da un tentativo di stupro e si becca una  coltellata però non vuole andare in ospedale e lei lo costringe a seguirla a casa sua. Gli offre una doccia, dei vestiti puliti (di chi?) qualcosa di caldo (non pensate male) e infine un divano. Lui non vuole restare, lei insiste, lui resta. Ma Ian non riesce a chiudere occhio e che si fa nel cuore della notte quando non si riesce a dormire? Si suona il pianoforte. Scusate non vi avevo detto che Hope suona il pianoforte. Lei si sveglia, lui le parla della sua perdita, lei si commuove, si abbracciano e lui scappa via. Ian così come ogni giorno, va al cimitero. Arriva la madre, ma stavolta lui non si nasconde e non scappa. Così il figliol prodigo torna a casa ed il padre ordina di uccidere  il vitello grasso e di far festa. Infatti dopo essere stato ai margini della società per 2 anni, fa la sua rentrée ad un importante serata benefica a cui partecipa tutta la New York  che conta e indovinate chi partecipa alla stessa serata?  La povera Hope prima si ritrova davanti la madre di lui che ha gli stessi identici occhi e poi lo stesso Ian  ripulito e affascinante in smoking, immaginate il suo shock. Qualche accusa,  un chiarimento, un bacio ed uno svenimento dopo,  tutto si risolve. I due abbandonano la festa insieme. Lui la porta nel suo cottage negli Hamptons, e dove sennò? Chissà se come vicini ha gli Spielberg o gli Hilton? Lei stremata dagli eventi, si addormenta in auto. Comincio a pensare che Ian sia un gran rompiballe, perché si mette a suonare il pianoforte e lei si sveglia. Si baciano, lui esita, lei vuol  fare l’ammore, lui tentenna, lei ci resta male, lui l'abbraccia e si spostano in camera da letto. Lui vede la cicatrice e lei gli dice di aver subito il trapianto di cuore. Ian la “manipola” e la fanciulla gode,  poi, pur avendo appena saputo del trapianto di cuore, pur avendo assistito ad un paio di malori, ( l’ultimo dei quali qualche ora prima) senza neanche dare alla poveretta il tempo di riprendersi e confessare di essere vergine, irrompe nella sua “intimità” senza tanti indugi. Sarà anche in astinenza da 2 anni, ma che modi!  A lei manca il respiro e lui ci dà che ci dà e insieme raggiungono il culmine, credibile come una nevicata ad agosto, a Palermo.  Nel caso ve lo stiate chiedendo,  è proprio così, non si menziona il profilattico. Si addormentano senza darsi una ripulita. Lui sogna e sogna la moglie che gli da la sua benedizione e si sveglia. Alleggerita la coscienza, alleggerito il peso dal cuore, avverte che tutto il peso si è spostato più in basso. La stuzzica e a lei piace e cosa dice il nostro principe azzurro? (Se la memoria non mi inganna, peggio ha fatto solo la traduttrice della Hoover).
Ian - Mi sa che ci stai prendendo gusto signorina Sullivan!
Hope (mortificata) -  era la mia prima volta
Ian – Merda!
Orbene stiamo parlando di un uomo di 33 anni!  Avrà avuto le sue esperienze, possiamo supporre anche prematrimoniali, e dovrei credere che non è in grado di capire se il percorso è già stato battuto o meno?
Comunque  senza neanche far pipì o un bidet, senza neanche preoccuparsi se stia bene, se le abbia fatto male e soprattutto se lei “possa”  lo rifanno, sempre senza usare precauzioni. Si riaddormentano e per fortuna lei si alza per prima, perché in caso contrario, lui si sarebbe rimesso al pianoforte. Lei è lì che prepara la colazione ripensando all'uomo che le ha dato piacere tutta la notte…COME TUTTA LA NOTTE? Scalmazzi,  qui i conti non tornano e modestamente, io di conti me ne intendo.  Arrivano in piena notte, lei dormicchia, si sveglia e bamm , si addormentano.  Si svegliano all'alba e bamm bamm,  si assopiscono un po’ perché quando si risveglia è ancora mattina. Stop. Fine. Bada. Nisba.… lui la raggiunge e stanno quasi per fare la tripletta, ma vengono interrotti e finisce lì. La riporta a casa e non appena scende dalla macchina perfino il giardiniere che altri non è che l'amico senzatetto, capisce che ci hanno dato dentro (letteralmente direi). Torna da lei e sotto casa sua incontra un tizio che avrebbe dovuto impersonare il terzo incomodo. Lei gli apre la porta avvolta in un asciugamano e lui le fa una scenata. Lite. Chiarimento. Lei gli confessa di amarlo. Passa un mese…state pensando  che lei scoprirà di essere incinta. No. Tutto fila liscio come l'olio, finché lui non le chiede di accompagnarlo al cimitero per dire a moglie e figlia di essere pronto a lasciarle andare. Lei vede la data della morte e scoprirà quello che al lettore era chiaro fin da subito. Hope si convince che Ian la vorrà solo perché in lei batte il cuore della sua amata Susan e si chiude in casa senza rispondere più al telefono. Lui sta per dare di matto ma la madre lo mette al corrente della verità che aveva scoperto la sera del party. In pratica la madre di Hope compare nel libro solo per spiattellare  del trapianto della figlia, compresa data e posto. Lei non risponde al citofono ma lui la convince ad aprire la porta e dopo un “io non sono lei” gli chiede di fare l’amore. Allora aveva ragione il babbeo: Ci hai preso gusto, piccola Sullivan! Dopo l’orgasmo, sempre in sincrono, lui le dice che la ama, e stavolta è lei a sclerare perché glielo ha detto solo ora che sa la verità e lo manda via. Per loro non ci può essere un futuro.
Lui va via, non prima di aver pronunciato una bella frase ad effetto. Lascia il suo appartamento, piove, ma lui resta lì, perché lei lo rincorre scalza e in t-shirt e si baciano sotto la pioggia. No, non finisce come in The Bridget Jones’s diary, e per il momento non dirò altro. Vi dirò una parola e la ripeterei all’infinito con tutte le motivazioni del caso. Peccato! Peccato perché mi aspettavo una di quelle storie piene di pathos e suspense e invece  mi sono ritrovata a leggere una storia stucchevole  e prevedibile. Peccato perché l’idea in sé non era malvagia e l’esordio  aveva un potenziale, sabotato poi dalla stessa autrice. Peccato per i dialoghi improbabili. Peccato per i litigi inefficaci. Peccato per le descrizioni superflue e gli approfondimenti mancanti. Peccato aver confezionato una storia dove le parole sono poche e sempre le stesse e così potrei dire di aver letto una storia che parla:
di angeli (12)
di un angelo dai capelli rossi (13)
di un angelo  senza capelli rossi (11)
di un filo invisibile (12)
di un nastro rosa(15)
di una principessa (29)
e di occhi:
occhi nocciola(1)
occhi azzurri (4)
occhiazzurri occhi verde smeraldo (3)
occhi ramati (9)
occhi color dell’autunno (9)
e occhi blu (34)
Occhi aperti, chiusi, gonfi, spalancati, sgranati, sbarrati, velati, sbalorditi, profondi, magnetici, tempestosi, maledetti, indiscreti, travolgenti, annebbiati…
Occhi che guardano,  osservano, fissano, scrutano,  cercano, puntano, leggono, parlano, bruciano, urlano, indugiano, inchiodano, travolgono, colpiscono, tradiscono, brillano, lampeggiano, tormentan, incatenano
Occhi che si legano, si inchiodano, si posano, si illuminano, si infrangono, si incontrano…
Ma è soprattutto una storia che parla di un cuore per ben 174 volte.
Peccato perché  le scene di sesso non aggiungono valore alla storia d’amore,  al contrario la impoveriscono, la sviliscono. Peccato per averlo descritto come quello  che “affonda” dentro una donna. Peccato per la mancanza di spina dorsale di entrambi i protagonisti, che cambiano  idea, atteggiamento o vita nel giro di un istante. Peccato per quel che poteva essere e non è stato. Peccato. Infine,  per quel finale in cui si è dovuto ricorrere al paranormale per ingraziarsi il lettore.
Confesso di essere tornata indietro più volte per capire chi fosse la voce narrante del pov finale, e quando ho capito, beh! Dirò semplicemente che non mi è piaciuto affatto.

Lo consiglio? Perché no? A chi ama la favola, ma proprio quella fantasy, con principesse, castelli, fate e incantesimi.  E a chi pensa che io sia stata cattiva , ricordo che in ogni favola che si rispetti c’è sempre una strega ed è grazie alla strega che Hansel e Gretel ebbero di che sfamarsi e sempre grazie alla strega cattiva Biancaneve ed Aurora vengono risvegliate dal sonno da i loro Principi, ma che di questo ci sia da essere grate alla strega, io non ci scommetterei.






17 commenti:

  1. Perché fai una recensione in cui sconsiglio di leggere a chi vuole leggere il libro perché è spoiler...?!? ma a me più che recensione sembra un compito di italiano!! Il riassunto,non è una recensione. Detto questo..degustibus, non può piacere a tutti!!ma prima di recensire altro , ti consiglio di leggere sul dizionario il significato di recensione!!

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    1. Ci potresti illustrare dove recensisci ;) o magari da chi hai preso lezioni ;) imparare qualcosa di nuovo, sempre che chi insegni sia competente è sempre un bene.

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    2. recensire
      [re·cen·sì·re]
      DEFINIZIONE
      Esaminare e valutare criticamente un'opera di recente pubblicazione, uno spettacolo di nuova produzione, ecc., farne la recensione.
      "r. un romanzo" · [altro]
      In filologia, restituire un testo alla presunta lezione esatta.
      Forniti da Oxford Dictionaries · © Le Monnier/Mondadori Education S.p.A., under licence to Oxford University Press

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    3. riassunto
      [ri·as·sùn·to]
      DEFINIZIONE
      ~Esposizione breve e sintetica del contenuto di uno scritto (spec. come esercitazione scolastica) o anche di un discorso, oppure delle fasi di un avvenimento.
      "il r. di una lezione" · [altro]
      Forniti da Oxford Dictionaries · © Le Monnier/Mondadori Education S.p.A., under licence to Oxford University Press

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    4. Ecco, spero che ti possa servire per la prossima volta come vademecum

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    5. Ah dimenticavo, io sono un umile lettrice, le recensioni le lascio alle professioniste.

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  2. A me è piaciuto moltissimo non sono stata a guardare ogni minima parola o frase... I gusti sono gusti e grazie a Dio ognuno a i suoi... Con questo complimenti Veronica mi hai fatto provare emozioni molto profonde e hai toccato un argomento così delicato come la perdita di qualcuno in modo molto concreto

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  3. Condivido pienamente la recensione di Martina. Ho amato questo libro, mi ha commossa e fatto rivivere emozioni che chiaramente chi ha scritto la seconda recensione non sa nemmeno cosa siano. Credo che quest'ultima abbia ben poco a che vedere con una recensione...e chi l ha scritta prima di farne altre dovrebbe imparare a scriverle! Questa è più che altro una parodia del libro, molto poco carina, con tanto di spoiler di tutto il libro e la cosa è veramente di cattivo gusto, sia per la scrittrice che per i lettori, se l obiettivo da raggiungere era mortificare una scrittrice e indurre i lettori a girare al largo da questo libro... Allora complimenti, credo che l obiettivo l abbia raggiunto.. Per chi le crede!! Io posso dire che ho dato 5 stelle a queste libro! E ne avrei dato anche di più. Per quanto l'esito della storia potesse risultare scontato... Ciò non ha evitato che io provassi emozioni per questo libro e che il finale mi abbia lasciata commossa.. E come me tante altre amiche che l hanno letto! Ma capisco che certi sentimenti non possono provenire da chiunque... Specie da persone che esprimono tanta cattiveria. Veronica scalmazzi è stata una signora persino nella risposta. Mentre questo blog non ci guadagna di certo in positivo. Se queste sono le vostre recensioni, dove si denigrano libri e scrittrici preferisco togliermi direttamente dai seguaci del blog. Buona serata.

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  4. Ognuno ha i suoi gusti. A me è piaciuto per le emozioni che mi ha trasmesso. Ad ogni modo la recensione non deve essere un riassunto con addirittura la conta delle parole. E trovo poco carino usare il "bamm". Mi spiace ma lo trovo poco professionale se si vuole essere un po' seri.

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    1. Ma ti sei letta? Imparare a coniugare i verbi prima di scrivere, sia che tu sia a favore o contro la recensione...

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  7. Ma questa sarebbe una recensione? È un riassunto del libro non puoi nemmeno chiamarlo spoiler ma semmai riscrittura. Non ho parole può anche non piacerti gusti son gusti ma ti prego vai a prendere uno zanichelli vai alla lettera R e cerca il significato si recensione.

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    1. corriere.it RECENSIONE: Esame critico, in forma di articolo, di un'opera letteraria o scientifica di recente pubblicazione;
      garzanti RECENSIONE: presentazione critica in forma di articolo di un’opera letteraria o scientifica pubblicata di recente;
      aggiungo anche la definizione di CRITICA che qualcuno potrebbe non conoscere.
      garzanti CRITICA: disciplina che analizza e giudica le opere d’arte o altre realizzazioni dell’ingegno: critica letteraria, musicale, cinematografica
      Etimologia: ← dal lat. critĭca neutro pl., che rende il gr. kritikḗ (téchnē) ‘(arte) del giudicare’; cfr. critico.

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  8. Cortesemente non cancellate i messaggi che scrivete si vede che sono stati eliminati dall'autore

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  9. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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