lunedì 10 ottobre 2016

RECENSIONE: CREDEVO CHE FOSSI DAVVERO LONTANA "Vertigine Serie #3" di ELISA GENTILE


Poche anticipazioni stavolta. Solo le info strettamente necessarie ad identificare autrice e opera: Credevo che fossi davvero lontana di Elisa Gentile. Ed ora non vi resta che aprire il post e leggere il parere delle nostre blogger.

TITOLO: CREDEVO CHE FOSSI DAVVERO LONTANA

AUTORE: ELISA GENTILE

SERIE: VERTIGINE #3

EDITORE: SELF PUBLISHING

GENERE: EROTIC ROMANCE, NEW ADULT

DATA DI USCITA: 02 OTTOBRE 2016


Serie Vertigine   ANTEPRIMA
1. La paura di cadere RECENSIONE 17 Maggio 2016
2. Facciamo la guerra alle stelle? RECENSIONE 17 Luglio 2016
3. Credevo che fossi davvero lontana 2 Ottobre 2016
4. Inedito
5. Inedito
6. Inedito




Sasha è sempre stato il miglior amico di Trevor. E, da sempre è un ragazzo divertente, determinato, dolce e mai prepotente.

Si è innamorato presto, però, dell’unica persona al mondo completamente opposta a lui: Blaire, la gelida sorella di Trevor.
La loro storia è iniziata quando lui nemmeno conosceva l’amore e lei decideva di pretendere di più dalla vita.
Blaire è il gelido inverno, e se lei decide di andare avanti con la propria vita lontano da Barcellona, Sasha non trova il modo di dimenticarla.
Finché non arriva Serena, dolce ragazza che, ballando una strampalata canzone di Ricky Martin, riesce a fargli perdere la testa.
Lei è dolce. Lei è l’altra metà della mela.
Lui pensa di aver finalmente imboccato la strada giusta.
Ma Blaire ritorna, e stavolta lo fa per restare.
Una storia lunga dieci anni. Un cuore spezzato. Ora lei è tornata.




Dopo la precedente recensione (QUI), abbiamo scelto di ritentare, con la speranza di trovarci di fronte a una svolta, a una storia che ci facesse dimenticare il gusto amaro della precedente e assaporare qualcosa di nuovo e migliore. La recensione di oggi infatti è del romanzo Credevo che fossi davvero lontana di Elisa Gentile, è la storia di Sasha, Serena e Blaire… O almeno così ci viene presentata.


Ci siamo impegnate molto in questa lettura. Non è stata facile ed è stato faticoso giungerne al termine. 
Sasha è da sempre innamorato di Blaire. È stata il suo primo amore, quello che gli faceva battere il cuore e che non è mai riuscito a dimenticare nonostante l’abbandono di lei. Già, perché lei ha fatto una scelta e lui non era compreso.
La vita di Sasha non poteva certamente finire insieme alla loro storia. Nonostante il cuore in frantumi è andato avanti arrancando fino all'arrivo di Serena. Una ragazza dolce e sensibile, l’esatto opposto della glaciale Blaire.
Da qui la storia diventa assai complicata. Quello che noi abbiamo percepito lo si può definire in tanti modi ma non certo con la parola amore. Tra un affondo e l’altro (così chiama i rapporti sessuali l'autrice), il rapporto di Sasha e Serena si va intensificando fino a quando non ritorna Blaire. Di colpo il passato non esiste più, e in Sasha diventa sempre più prepotente il bisogno di possedere Blaire, anche se è il primo a gridare i suoi sentimenti per Serena.


Ve lo dobbiamo confessare, a fine lettura eravamo completamente in tilt. I motivi sono tanti a partire dagli innumerevoli errori di grammatica, di punteggiatura e di sintassi, alla storia, a nostro parere, completamente priva di logica.
Vengono utilizzate parole di cui l’autrice sembra non conoscere nemmeno il significato:

“è bella da morire, una bellezza unica, atea. Superba. Ventun anni di assoluta perfezione, ecco cos'è.”

Alcuni frasi sono completamente prive di significato:

“Ora so che è questa la se stessa: questa è Blaire.”
“E per subito, grazie”

Locuzione verbali che danno i brividi al solo pensarci:

La sua gola si spalanca per me”
ha sempre aperto il proprio petto agli altri senza mai mettere un freno alla propria lingua.”
“Quel suo dito indice e l’unghia affilata non vogliono finirla di attorcigliarsi attorno al mio capezzolo
“ha ansimato il mio nome durante l’orgasmo e ficcato le sue unghie curate nella mia schiena lasciandomi delle cicatrici”

Parole di gergo comune ma utilizzate soprattutto in altre circostanze:

“qualche uomo che si traveste da Babbo Natale per spulciare soldi davanti ai ristoranti”

Allora, senz'altro è giusto e lecito che le autrici abbiano un  linguaggio loro e nulla toglie che qualche novità di espressione possa essere interessante. Ma il verbo "attorcigliare" ha un significato preciso e a meno che il capezzolo del ragazzo non sia lungo 10 centimetri vediamo difficile che le dita di lei gli si "attorciglino".
E se la "bellezza Atea" può significare che è tutto tranne che sacra, ci sta, ma è un bel salto carpiato con avvitamento. E inoltre "lui affonda" lo si usa una volta ed è già troppo.
Non ne avete abbastanza? Noi sì, almeno per quanto riguarda l’analisi sintattica del testo.
Ma non pensate sia finita qui. No la tortura continua.


Il romanzo contiene troppi personaggi, il che porta a rendere la storia confusa e ingarbugliata.
Passiamo da un triangolo amoroso a un altro e vi possiamo garantire che servono degli schemi per ricordarsi tutti gli intrecci.
In questo libro la monogamia non è contemplata tanto da rendere ingiustificato l’utilizzo della parola amore. Per rendere l’idea: 'io ti amo ma è normale che faccia sesso anche con qualcun altro'. Ecco, questo è il messaggio che arriva al lettore.
I personaggi maschili sono fin troppo enfatizzati e idolatrati. E' permessa loro qualsiasi cosa, mentre i personaggi femminili sono esclusivamente oggetti adibiti a uso sessuale. Non hanno un minimo di rispetto per se stesse. Prive di amor proprio e completamente succubi di questi uomini che sembrano la reincarnazione di una divinità.
Una storia d'amore per essere definita tale ha bisogno di essere vissuta e percepita nel corso del libro e non solo perché è scritta nel finale. Noi non lo abbiamo sentito questo sentimento, letto ma non avvertito.
Da un'autrice capace di farci innamorare e perdonare un personaggio come quello di Jayden, ci aspettavamo decisamente di meglio. Durante la lettura non siamo state capaci di legare la parola amore a nessuno dei tre personaggi; semmai si trattava di possesso e di ossessione. Ad uno, particolarmente, ci è impossibile associare qualsiasi tipo di sentimento.
Se sono la passione e il sesso che cercate per definire l'amore, allora non abbiamo più nulla da dirvi.
In conclusione questo libro è grezzo, privo di qualsiasi tipo di rilettura e rasenta il demenziale. Un prodotto che non dovrebbe nemmeno essere regalato, figuriamoci venduto. Un insulto al lettore.
Fate voi, quello che volete... ma noi consigliamo alle lettrici, perché non siamo onniscienti, di non addentrarsi in questa lettura almeno, non prima, che l’autrice abbia provveduto a far editare questo romanzo. 



5 commenti:

  1. Bella recensione e soprattutto oneste sempre... Brave ragazze!

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  2. Purtroppo abbandonai il primo x gli orrori grammaticali presenti. Passavo più tempo a dare un senso compiuto alle frasi che a gustarmi il libro.

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  3. concordo con tutto cio' che e' stato scritto ..si poteva risparmiare sto tempo ..

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