venerdì 26 giugno 2015

RECENSIONE: SCOMMETTIAMO CHE TI FACCIO INNAMORARE? "The Game series #1" di EMMA HART


Primo della serie The Game, è balzato in testa alle classifiche del New York Times in un lampo, facendosi immediatamente notare dagli editori che si sono contesi all'asta l'intera serie. Con queste premesse che dire se non che ci aspettavamo molto di più... Buona lettura


TITOLO: SCOMMETTIAMO CHE TI FACCIO INNAMORARE?

SERIE: THE GAME #1

AUTORE: EMMA HART

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

CASA EDITRICE: FABBRI

DATA D'USCITA: 18 GIUGNO 2015




The Game series:   ANTEPRIMA
1. Scommettiamo che ti faccio innamorare? RECENSIONE 18/06/2015
2. Una scommessa per sempre RECENSIONE 15/10/2015
3. A un passo da te RECENSIONE 28/04/2016
4. Il mio rischio più grande 27/10/2016 RECENSIONE

Maddie ha odiato Braden al primo sguardo. Arrogante, sbruffone, dongiovanni: esattamente ciò che detesta. Certo, è bello e sexy da morire, ha sempre due o tre ragazze che gli ronzano attorno, e chissà chi si crede di essere. Si meriterebbe una lezione, qualcuna che lo faccia davvero innamorare. Così, quando le amiche la sfidano, Maddie accetta la scommessa: riuscirà a dargli quello che si merita? Anche Braden ha notato Maddie, e da subito: la ragazza non è niente male. Si dice che sia anche una tipa seria e con la testa sulle spalle, ma la sfida lo intriga: un mese per riuscire a portarsela a letto. In fondo, da quel punto di vista non ha mai avuto problemi. Comincia tutto così, per scommessa. I due iniziano a frequentarsi, a studiarsi, a giocare. Poi, all’improvviso, la posta in gioco cambia: Braden non può fare a meno di provare qualcosa per la ragazza fragile che si nasconde dietro quegli occhioni verdi, e Maddie si accorge che, oltre i muscoli e ai sorrisi da seduttore, ci sono un cuore e dei sentimenti. Maddie e Braden si sono infilati in un mare di guai, perché adesso non conta più vincere o perdere. Adesso conta soltanto sentirsi vicini, essere parte l’uno dell’altro. Un romanzo ironico, vivace, travolgente, carico di sensualità e irresistibile. Il libro, primo della serie “The Game”, è balzato in testa alle classifiche del “New York Times”, facendosi notare dagli editori che si sono poi contesi all’asta l’intera serie.


Ci sono storie che ci entrano sottopelle già dalle prime pagine e ci sono storie che avremmo semplicemente dovuto lasciar perdere, perché a prescindere dalla validità del racconto, da quanto bene sia scritto, da quanto brillanti siano i dialoghi, non si dovrebbe mai, e sottolineo MAI, iniziare un libro la cui trama ha lo stesso filo conduttore di quello che abbiamo appena terminato e che ci ha regalato così tante emozioni.
Mi sono illusa di poter cavalcare ancora l'onda emotiva e mi sono scontrata con il nulla: MEA CULPA.
Braden non “fuma”, non si ubriaca, non ha tatuaggi, né piercing, non è un piantagrane, non ha un passato difficile, né storie di abusi o di violenze familiari, nessun terribile segreto da custodire, non ce l'ha col mondo intero, non è quel tipo di badboy che tanto amiamo anche quando lascia dietro di sé, una scia di cuori infranti.
Questo qui, al massimo è uno scopatore seriale.


Carta d'identità di Braden Carter
Bray per gli amici
19 anni
californiano di Palm Springs
carnagione abbronzata,
fisico muscoloso,
occhi azzurri
capelli…50 sfumature di biondo
studente della Berkeley University
Braden è un bravo ragazzo, con un vita NORMALE, con una famiglia NORMALE, con degli amici NORMALI. Possibile?
Assolutamente sì, perché il carico da 90, Emma Hart, lo mette sulla protagonista femminile


Maddie Stevens
Newyorchese di Brooklyn
ovviamente bellissima,
capelli color rame,
occhi verdi,

curve al posto giusto
e grazie al cielo non è VERGINE, almeno per questa volta ci verrà risparmiata una fantascientifica, e multiorgasmica prima volta.


Grazie Emma, a nome di tutte quelle a cui... è andata come è andata, grazie.
Maddie si è trasferita dalla costa atlantica a quella pacifica dopo aver perso tragicamente la madre, lasciandosi non del tutto alle spalle, un padre in balia degli antidepressivi, un fratello nel tunnel della droga, e l'amica di sempre ricoverata in una clinica per disturbi mentali, dopo il tentato suicidio.
La Hart mette tanta carne al fuoco, forse anche troppa, ma non riesce a farmi sentire il dolore di Maddie, nessuno di questi drammi riesce a scalfire la mia corazza (e vi assicuro che è meno dura di quel che sembra).
Tutto mi scivola addosso senza farmi provare la benché minima emozione.
Nessuna empatia per i due protagonisti, nessun coinvolgimento nella vicenda.
Colpa mia? Colpa dell'autrice?
Scelgo il patteggiamento confidando in uno sconto sulla pena.
Braden si starebbe scopando tutte le ragazze del campus, ragion per cui, le amiche di Maddie, ergendosi a paladine della giustizia, decidono di dare una lezione al ragazzo, attuando un piano strategico in quattro fasi, denominato “Chi la fa l'aspetti”.
Maddie avrà 4 settimane di tempo per far innamorare Braden, portarselo a letto e mollarlo subito dopo, come usa fare abitualmente lui.
Tutto questo per fargli capire come si sono sentite tutte le ragazze che ha scaricato.
A dire il vero non capisco le motivazioni scatenanti tale spedizione punitiva, perché non ci imbatteremo in altro, che in ragazze consenzienti che gliela offrono in tutti i luoghi e a tutte le ore, e che sarebbero addirittura entusiaste, se lui si concedesse per un bis.
Contemporaneamente gli amici di Braden, lo sfidano a portarsi a letto, tempo un mese, la principessa di Berkeley, l'unica ragazza che non cade ai suoi piedi, che guarda caso è proprio Maddie.
Scommesse accettate, i due schieramenti si muovono per raggiungere ognuno il proprio obiettivo.
La Hart ci racconta e anche bene una goliardata, una doppia goliardata. Due sfide che comunque rimangono circoscritte nei rispettivi gruppi di amici, dove non percepisco nessuna cattiveria, nessuna reale volontà di ferire, tanto più che l'ideatrice del piano è amica d'infanzia di Braden e nutre per lui un sincero affetto.
Non c'è nessuna ragazza in lacrime che rinfaccia a Braden di averla illusa, sedotta e abbandonata, nessun ragazzo a far la fila o il filo, per Maddie ...bugia! Uno c'è, ma non da neanche tanto fastidio.
Tutto tiepido e approssimativo.



Un fratello da cui ci aspettavamo chissà che cosa, si ritira di buon ordine al primo intervento di Braden & C. senza neanche arrivare alle mani, il padre sembra uscire dal suo torpore al primo ritorno a casa della figliola ed anche l'amica torna miracolosamente lucida nel corso della sua visita.

Le scene di sesso sono trattate e descritte come ogni altra scena che avrebbe dovuto suscitare un qualsiasi coinvolgimento emotivo nel lettore: all'autrice riconosco quantomeno la coerenza.

Al 39% della lettura Braden procura il primo orgasmo a Maddie e non intendo il primo in assoluto per lei, ma evidentemente il primo degno di nota. (per clemenza vi risparmio il dialogo post-orgasmico).
Riguardo alle altre 2 o 3 scene di sesso, che si svolgono intorno al 70% del libro, pur non volendo infierire ulteriormente, gli aggettivi con cui posso descriverle sono insipide e noiose.
Come credete che finirà la faccenda? Si innamoreranno l'un dell'altra e scopriranno malamente i rispettivi inganni. 
Lui ne resterà ferito ma cercherà di chiarire, lei invece ne farà un affare di lesa virtù e andrà via, tornerà, non gli rivolgerà la parola… una reazione decisamente eccessiva e ingiustificata da parte della fanciulla che in fondo si è macchiata della stessa colpa.
Farsi una risata e darsi il 5 per essere stati così bravi, no eh?! Concludendo, a chi ha letto After di Anna Todd, consiglio spassionatamente di non prendere in considerazione Scommettiamo che...
A chi non lo avesse ancora fatto, consiglio di leggerlo.
Il primo che ho detto naturalmente!



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Recensioni (Clicca sull'immagine per leggere la recensione corrispondente):
 

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